10 secondi.
10 secondi sono il tempo medio che separa una buona notizia dalla pessima notizia che la segue. Il simpaticone di cui sopra, dopo aver snocciolato il breve elenco di ciò che ha venduto, di solito lascia passare il minimo sindacale per farti capire di cosa si sta parlando e poi chiede:
secondo te quanto tempo ci vuole???
e tu
mah.. così, a naso... diciamo che con 5 giorni si potrebbe preparare il progetto e poi....
e lui
no... guarda.. io ho detto a $cliente che tempo un mese e consegnamo...
MA HAI CORRETTO IL CAFFE' CON L'ANTIGELO?!?!?!!? Normalmente un mese è il tempo necessario per far capire a $cliente cosa necessita davvero e cosa no!!!!
a questo punto l'atmosfera si fa surreale. Una specie di Matrix in salsa amatriciana. Potendo, tranceresti di netto la sua carotide, ma la triste realtà è che, in qualche maniera che solo il buon Dio conosce, anche lui concorre al pagamento del tuo mutuo per mezzo dei contratti che, nel bene e nel male, riesce a chiudere.
Partite da molto lontano, come in una partita a scacchi...L'apertura è una classica kovalsky con variante bretone: non si può ogni volta lavorare così!..
tu gli avevi fatto uno specchietto con le domande da fare.. le caratteristiche di $prodotto erano quelle e non quelle altre... prima di chiudere forse era meglio fare un bell'incontro tutti insieme.. i dettagli andrebbero chiesti prima della firma....
lui però non è da meno, e risponde con un arrocco d'altri tempi:
'ma tu non rispondi alle mie mail'!!!
ma brutto $insulto_di_primo_livello !!!! potrei controllare sul server, tu non mi scrivi una mail di lavoro da tre mesi! ogni mattina perdo mezz'ora a cancellare le boiate che mi invii, chè non ti posso mettere nel filtro antispam!!
l'azione si svolge, nel più classico stile Matrix, in una sorta di bullet time: chi sta intorno percepisce solo brandelli di conversazione e, se fortunato, intuisce il perchè di quel bailamme.
Tu porti avanti la tua tattica proseguendo con un'attacco su tutti i fronti. Conosci il tuo pollo e oramai da tempo hai approntato una serie di contromosse nella vana speranza di evitare questi scontri titanici: mail, memorandum, documentazione, agende condivise, poster sulla macchina del caffè, blog nella intranet!!! nulla da fare, ogni volta lui arriva alla fine della tenzone e assesta il colpo da maestro, quello per il quale, probabilmente, è stato assunto....
"comunque sia ormai c'è poco da discutere, il contratto è firmato e non possiamo fare brutta figura con $capo" al che sorride, si gira, e con la nonchalance di Greta Garbo in 'Mata Hari' aggiunge "ah.. un'ultima cosa.... vogliono anche il supporto a $tecnologia_sconosciuta... noi non abbiamo problemi, vero????"
mercoledì 13 giugno 2007
Nulla è impossibile per chi non deve farlo (pt. 1)
Dunque ci siamo.
Il commerciale ha fissato un'appuntamento telefonico.
Ha mostrato la demo del vostro $prodotto ed ha intessuto le lodi della vostra società.
Hanno fatto seguito, mediamente, 5 appuntamenti a base di caffeina, colesterolo e grandi pacche sulle spalle, ognuno dei quali ternminava puntualmente con la promessa di [scegliere uno o più dei seguenti elementi]
senza che nessun tecnico abbia potuto dire alcunchè!!!
Diciamoci la verità.. in fondo il tecnico e il commerciale sono come uomini e donne... arrivano da pianeti differenti. Solo che un commerciale arriva da un pianeta che esiste solo nel boschetto della sua fantasia [cit.].
Il dramma è che è lui, di solito, che determina, ruoli, obiettivi, e scadenze, spesso senza avere la minima cognizioe di causa. Ciò che si determina, in ultima analisi [locuzione tra le preferite da chiunque abbia a che fare con il delicato ruolo di project manager oggigiorno] è un'aria da mezzogiorno di fuoco ad ogni annuncio di chiusura di una trattativa: lui entra in ufficio, sorriso a 39 denti, e annuncia la con un'enfasi che ha del mistico....
"abbiamo chiuso con $cliente"
lui non ha ancora terminato la frase che vi sentite come se mezzo litro di azoto liquido venisse gettato sulle palle, e pensate:
"cosa Ca$$o si sarà inventato questa volta? $prodotto non è ancora in alpha e lui già lo vende come se fosse finito? ma cosa ti bevi la mattina al posto del caffè.. idraulico liquido???"
segue una mezz'ora di spiegazione, su quanto siete bravi e su quento abbiate portato un'aumento del know how in azienda, quanto sappiate assumervi le vostre responsabilità e quanto $cliente sia importante per tutti...
gli ultimi dieci minuti li riserva per le due/tre specifiche concordate nel contratto che di solito sono
Il commerciale ha fissato un'appuntamento telefonico.
Ha mostrato la demo del vostro $prodotto ed ha intessuto le lodi della vostra società.
Hanno fatto seguito, mediamente, 5 appuntamenti a base di caffeina, colesterolo e grandi pacche sulle spalle, ognuno dei quali ternminava puntualmente con la promessa di [scegliere uno o più dei seguenti elementi]
- demo di $prodotto
- riunione coi nostri tecnici [cioè il tecnico, il suo ego e il suo amico immaginario]
- stesura del progetto dettagliato
- cricetata con patate
- partita di golf/tennis/PES2007
- invito esclusivo al party del secolo
senza che nessun tecnico abbia potuto dire alcunchè!!!
Diciamoci la verità.. in fondo il tecnico e il commerciale sono come uomini e donne... arrivano da pianeti differenti. Solo che un commerciale arriva da un pianeta che esiste solo nel boschetto della sua fantasia [cit.].
Il dramma è che è lui, di solito, che determina, ruoli, obiettivi, e scadenze, spesso senza avere la minima cognizioe di causa. Ciò che si determina, in ultima analisi [locuzione tra le preferite da chiunque abbia a che fare con il delicato ruolo di project manager oggigiorno] è un'aria da mezzogiorno di fuoco ad ogni annuncio di chiusura di una trattativa: lui entra in ufficio, sorriso a 39 denti, e annuncia la con un'enfasi che ha del mistico....
"abbiamo chiuso con $cliente"
lui non ha ancora terminato la frase che vi sentite come se mezzo litro di azoto liquido venisse gettato sulle palle, e pensate:
"cosa Ca$$o si sarà inventato questa volta? $prodotto non è ancora in alpha e lui già lo vende come se fosse finito? ma cosa ti bevi la mattina al posto del caffè.. idraulico liquido???"
segue una mezz'ora di spiegazione, su quanto siete bravi e su quento abbiate portato un'aumento del know how in azienda, quanto sappiate assumervi le vostre responsabilità e quanto $cliente sia importante per tutti...
gli ultimi dieci minuti li riserva per le due/tre specifiche concordate nel contratto che di solito sono
- la grafica sarà da paura
- un sistema di algoritmi neuronali farà sì che nessuno debba fare nulla, il sistema funzionerà praticamente da solo
- non solo siamo già pronti per pubblicare... ma da lì a due giorni il prodotto potrà essere rivenduto a terzi, stile catena di s.Antonio, con revenue come se piovesse
- naturalmente tutto fatto i AJAX, XML, P3P, CSS, e, naturalmente, PRINZ!!!
martedì 12 giugno 2007
...del web e del Project Manager
Fare il Project Manager, oggi, in Italia, è quantomeno singolare.
Non tanto per le mansioni che ti tocca svolgere, ma per il semplice fatto che oggi, in Italia, provare a gestire un progetto è, spesso e volentieri, inutile!
no, dico... ma italia.it lo avete mai visto? Se avete seguito, anche solo marginalmente, la vicenda converrete nel concludere che un prodotto del genere o non ha avuto alcun Project Manager oppure ne ha avuti troppi!
Comunque sia, siamo qua: esistiamo, progettiamo, gestiamo. Qualche volta ne viene fuori un buon prodotto, altre il nostro lavoro è del tutto inutile. La categoria ha bisogno di rimboccarsi le maniche, e, almeno, di provare a definire dei nuovi obiettivi, una nuova maniera di interpretare il ruolo, qui, in italia, in pieno Web2.0, qualunque cosa voglia dire.
Non tanto per le mansioni che ti tocca svolgere, ma per il semplice fatto che oggi, in Italia, provare a gestire un progetto è, spesso e volentieri, inutile!
no, dico... ma italia.it lo avete mai visto? Se avete seguito, anche solo marginalmente, la vicenda converrete nel concludere che un prodotto del genere o non ha avuto alcun Project Manager oppure ne ha avuti troppi!
Comunque sia, siamo qua: esistiamo, progettiamo, gestiamo. Qualche volta ne viene fuori un buon prodotto, altre il nostro lavoro è del tutto inutile. La categoria ha bisogno di rimboccarsi le maniche, e, almeno, di provare a definire dei nuovi obiettivi, una nuova maniera di interpretare il ruolo, qui, in italia, in pieno Web2.0, qualunque cosa voglia dire.
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